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I metodi di addestramento

I metodi di addestramento

Il metodo tradizionale
Il metodo tradizionale di addestramento del cane è da sempre basato su tre criteri: la ripetizione, la gratificazione e la punizione. Un tempo per punizione si intendeva la punizione corporale. Oggi per punizione si intende sgridare il cucciolo quando fa qualcosa di vietato. Nel sistema tradizionale i tre criteri vengono applicati in modo paritetico. Il comportamento giusto viene premiato. La ricompensa viene data alla fine di ogni esercizio eseguito in modo corretto e può essere un complimento o un bocconcino.

In questo modo il cucciolo associa l’azione richiesta alla ricompensa e attraverso il meccanismo della ripetizione memorizzerà per sempre che eseguire i comando richiesto è per lui fonte di piacere. Il comportamento vietato viene punito all’istante sgridando il cucciolo. La punizione ha lo scopo di inibire psicologicamente un’azione negativa. Il cucciolo in tal modo assocerà un ricordo negativo ad ogni comportamento negativo e tenderà a non ripeterlo di nuovo.

L’immediatezza è indispensabile perché dopo qualche secondo dalla fine di un’azione il cucciolo la dimentica, quindi se viene sgridato 10 secondi dopo non riuscirà ad associare l’azione negativa alla punizione. Il criterio della ripetizione è alla base di ogni sistema educativo e consente di testare la velocità di apprendimento del cucciolo. Richiede pazienza e dedizione e mira a consolidare la memorizzazione dei comandi impartiti.

Il metodo di Educazione Gentile
Il metodo di Educazione Gentile persegue i principi della ripetizione e della ricompensa, escludendo totalmente l’inibizione psicologica e tanto più la punizione corporale. Questi tipi di dissuasione sono considerati negativi in sé, poiché si ritiene che vadano a minare l’importante equilibrio emotivo del cucciolo. Secondo questo orientamento, l’animale deve costruire un bagaglio di esperienze il più positive e gioiose possibile, imparando la disciplina come se fosse un gioco.

Ogni volta che il cucciolo fa qualcosa di giusto, richiesto e desiderato dal suo padrone, riceve in premio un bocconcino extra, elargito solo dopo un rafforzativo: per esempio un complimento affettuoso seguito dalla parola “bravo!”. Lo schema è: azione desiderata >> rafforzativo (carezza + “bravo”) >> premio (bocconcino). Il comportamento sbagliato o l’errata esecuzione di un comando vengono ignorati e non premiati, ma mai puniti. Quando Il cucciolo compierà un’azione scorretta o non eseguirà un comando, si stupirà di non ricevere una ricompensa.

Quindi rafforzerà l’intento di ottenere il premio tentando una via alternativa, che con l’esercizio porterà al compimento dell’azione desiderata. Attraverso il meccanismo di ripetizione si porterà il cucciolo a memorizzare i comandi richiesti. L’azione di disubbidienza rilevata sul nascere viene interrotta con un “NO!” pronunciato a voce alta e con fermezza.

Entrambi i metodi vengono praticati nelle scuole di addestramento cinofilo. La scelta dell’uno o dell’altro non deve essere arbitraria, ma frutto del parere di un professionista che consiglierà il proprietario tenendo in considerazione la peculiarità della razza del cucciolo, la sua dominanza e la sua “malleabilità”.

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